Storia - parte Io
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La "VECCHIA SOLBIATESE" (a cura di Gabriele Voltolin)

La Solbiatese ha radici molto lontane: la sua fondazione risale addirittura al 1911 quando Mario
Duchini, Emilio Riganti, Giacomo Macchi e Angelo Prevosti “portarono” il calcio a Solbiate Arno. Il  primo allenatore fu Mario Chinetti, suo il merito di aver organizzato una vera squadra che disputò il suo primo vero campionato ufficiale nel 1928-29. Per una decina d’anni il grande divertimento domenicale dei solbiatesi era assicurato ma con l’esplosione della grande guerra finisce anche il gioco. Sei lunghi anni di “astinenza” dal calcio e poi, finalmente nel 1946 si ricomincia a parlare di football. La Solbiatese milita in Prima Divisione,  poi nel 1955 con Danilo Carabelli alla presidenza ed un vero impianto sportivo dotato di spogliatoi e  di tribune ecco il salto in Eccellenza.

Da questo momento in poi  comincia l’avventura nel calcio che conta di una società che si farà conoscere in tutta Italia e anche all’estero.  Il vero e unico scopo di Danilo e del cugino Cesare Carabelli (uomo dalle mille risorse e grande scopritore di talenti) è quello di  valorizzare i tantissimi giovani che vestiranno la casacca  neroazzurra e di…lanciarli nelle categorie superiori. Operazione che riuscirà alla perfezione se pensiamo ai tantissimi giocatori che,  partendo o transitando da Solbiate hanno trovato gloria e, perché no, soldi in serie A e addirittura hanno vestito la casacca delle varie nazionali. Alcuni nomi?



Iniziamo con Angelo Anquilletti (Atalanta e poi Milan), Giorgio Azzimonti (Alessandria e Lecco),  Giuseppe Tamborini (Sampdoria, Roma, Varese),  Giuseppe Bacher (Lecco e Mantova), Giampaolo Incerti (Lecco, Atalanta e Arezzo), Ivan Bertuolo (Atalanta, Palermo, Mantova e Pescara), Roberto Prini e Aurelio Galli entrambi al Bologna, Roberto Rigotto (Reggina, Atalanta, Livorno e Genoa), Benvenuto Vergani (Atalanta e Arezzo), Loris Boni (Sampdoria, Roma, Pescara e Cremonese), Giovanni Quadri (Torino, Ascoli, Taranto e Pisa), Bruno Beatrice scomparso prematuramente (Arezzo, Ternana, Fiorentina, Cesena e Taranto), Gianfranco Bellotto (Reggina, Brescia, Modena, Ascoli e Sampdoria), Domenico Volpati (Reggiana, Como, Monza, Torino, Brescia, Verona campione d’Italia 1984/85).  E ancora: Ugo Tosetto (Monza, Milan, Avellino, Vicenza), Luca Birigozzi (Ternana, Roma, Pisa, Sambenedettese) e negli anni novanta: Amedeo Mangone che in seguito ha militato con  Bari, Bologna, Roma, Parma, Brescia e Piacenza; Emanuele Brioschi (Bari, Venezia, Bologna), Roberto Maltagliati (Parma, Torino, Piacenza, Ancona, Cagliari). Da Solbiate è partito anche un giovanissomo Alessandro Pistone, passato poi all’Inter, al Venezia  per finire nel campionato Inglese; Stefano Guidoni dalla Solbiatese al Monza, Avellino, Cosenza, Perugia, Reggiana, Verona, in A con il Perugia, poi ancora Salernitana, Cosenza, Palermo e Venezia.

Oscar Brevi diventa professionista a Solbiate e inizia una nuova carriera alle soglie dei trentanni: Como, Ascoli e Torino nel suo futuro. Federico Crovari  dopo una stagione in Valdarno veste le maglie di Lazio, Treviso e Vicenza. Fabio Rustico dalla Primavera dell’Atalanta, un’ottimo campionato di C2 ed il ritorno tra i neroazzurri orobici in B e A. Mirko Poloni  arriva anch’egli dall’Atalanta e poi tutta una carriera all’Albinoleffe. Andrea Soncin debutta sedicenne in C2, passa poi al Venezia, ritorna a Solbiate,  milita poi in serie A con il Perugia, in B con la Fiorentina e l’Atalanta.  Ci sono stati anche parecchi atleti giunti in Vandarno in età matura o addirittura quasi al  termine della carriera: Narciso Pezzotti, diventato in seguito allenatore,  per anni vice Boskov sia alla Samp che alla Roma e vice Lippi alla Juventus, all’Inter e in Nazionale; l’ex  interista (e milanista) Nazzareno Canuti; Pat Sala (ex Toro, Fiorentina e Nazionale); Bruno Limido varesino doc ex Varese, Avellino, Juventus, Atalanta e Bologna, Lecce; Massimo Rovellini, giovanissimo in A con il Cagliari; ancora un ex interista, Leonardo Occhipinti, mentre Alberto Cambiaghi aveva giocato nella Primavera del Milan e nel Messina; Rodolfo Vanoli, Lecce e Udinese in serie A.

Un capitolo a parte riguarda gli allenatori e i dirigenti che hanno lavorato in Valdarno. L’inizio è d’obbligo per Tino Molina, allenatore solbiatese purosangue, aveva lasciato l’Italia durante la 2a guerra mondiale; sotto le armi si ritrovò in Francia dove rimase anche dopo la fine del conflitto e da giocatore (oltre a quella del Varese) vestì le casacche di Tolone e Montpellier. Quindi intraprese la carriera di allenatore prima nel Martignes e poi a Carpentras e infine a Grenoble prima di…rimpatriare! Nella stagione 1968/69 per sostituire il partente Molina ecco un grande ex centrocampista dell’Inter, Osvaldo Fattori. Nel 1973/74 inizia la carriera di allenatore un altro Osvaldo: Bagnoli. Ma avrà poca fortuna nella sua prima esperienza in panchina. Esonerato a campionato in corso verrà sostituito da Angelo Franzosi. Molto più fortunato il suo cammino in seguito: promozioni  varie ed uno scudetto con il Verona sono il  fiore all’occhiello di una lunga e valida carriera. Altro tecnico che da giocatore ha militato in serie A (Padova e Fiorentina) è Dino Rogora seguito Enea Masiero (ex Inter e Sampdoria) e da un altro “grande” del passato: Pierino Prati goleador di Milan e Roma.

 


Un capitolo a parte va dedicato sicuramente ad Augusto Bonetti che, terminato il lungo regno dei  Carabelli, assume la difficile carica di presidente della Solbiatese e per un lustro riesce a mantenere alto il blasone dei neroazzurri.

1979/80: AUGUSTO BONETTI NUOVO PRESIDENTE DELLA SOLBIATESE
Al termine della stagione 1978/79, culminata con un rocambolesco finale che aveva visto l’ex giocatore Tommaso Rossi sostituire Enea Masiero, Danilo Carabelli dopo 23 anni  lascia la poltrona di presidente del sodalizio neroazzurro. Anche il cugino “factotum” Cesare Carabelli, che già in passato aveva  manifestato l’intenzione di mollare per stanchezza, questa volta è di parola e la Solbia rischia di non iscriversi al torneo di serie D bensì ad uno di categoria inferiore. E così dopo un’estate “tribolata” che vede al lavoro solo il trio Bonetti-Cassani-Descrovi, i tifosi solbiatesi tirano finalmente un grosso sospiro di sollievo quando dalla sede di via per Oggiona viene comunicato che è stato raggiunto un accordo per far ripartire la “Solbia” dalla IV Serie con Augusto (Tino per tutti) Bonetti, titolare del Calzificio Soldoro, successore di Danilo Carabelli, Ferdinando Cassani suo vice e Angelo Descrovi segretario. Inizia così una nuova era: dopo i trionfi targati Carabelli ecco il ciclo Bonetti che, ovviamente, spera di ripetere le gesta del suo predecessore. Impresa ardua, se non impossibile ma Bonetti ed il suo team credono in questo progetto e nel lustro –tanto è durata la presidenza Bonetti- che andiamo a presentare non mancano certo le soddisfazioni come un 2° ed un 5° posto, piazzamenti più che onorevoli e finalmente il “lancio” in prima squadra di parecchi ragazzi solbiatesi provenienti dall’oratorio S.Maurizio.
Siamo dunque nell’immediata vigilia di un nuovo campionato, c’è la società ma restano ancora da definire la rosa della squadra e soprattutto manca l’allenatore. “Partiremo con Tom Rossi –dice Bonetti- poi vedremo…In effetti dopo alcuni giorni viene subito trovato l’accordo con Giorgio Maestroni richiamato dunque in Valdarno dopo tre stagioni e Rossi sarà il suo braccio destro. Uomo simbolo della squadra invece è il “vecio” ma intramontabile Luciano Fiorin di ritorno da una esperienza poco felice nel Vigevano. A completare i quadri troviamo: Resentini (34 presenze), Severgnini (33, -34), Garagiola (31, 2), Marchesi (30,1), Vanetti (30), Zanotti (29, 13), Pedone (25, 7), Colombo (24, 2), Fontana (22, 1), Mosele (21, 6),Binelli (21), Fiorin (17), Picchioldi (16, 1), Marchese (15, 1) e Bianchi (15), Giani (9), Alfio Filosofi (4), 18enne ceduto a ottobre al Bologna, Leva (2), Forina e Battaini (1) mentre i giovani Burbello e Galbersanini vantano una presenza in panchina. La stagione non si è rivelata delle migliori: i neroazzurri pur giocando un buon calcio raccolgono davvero poco. Al giro di boa navigano sul fondo della graduatoria, poi un’impennata d’orgoglio nelle ultime gare li fa risalire addirittura all’11° posto in compagnia di Saronno e Pro Tolmezzo con 32 punti, frutto di 10 vittorie, 12 pareggi e altrettante sconfitte.

1980/81       
Con l’ottimo finale di stagione Giorgio Maestroni si è meritato la riconferma da parte del pres. Bonetti anche per il torneo 1980/81, un campionato che il sodalizio neroazzurro vorrebbe far suo in quanto a Solbiate Arno si è ricominciato a parlare con fiducia di serie C2. E così Bonetti, Cassani e Descrovi (sempre coadiuvati dal fedelissimo Rino Buzzi) hanno operato alacremente per allestire una formazione competitiva. Il prossimo sarà un torneo “atipico” in quanto non ci saranno retrocessioni mentre saranno promosse tra i professionisti le prime due classificate. Tutto questo perché dal campionato 1981/82  in base alla ristrutturazione dei campionati la Quarta Serie non sarà più considerata nei “Semipro” bensì Dilettanti. Altra novità riguarda le sostituzioni: se ne possono effettuare due anziché una soltanto. Volti nuovi? Parecchi: il portiere Realini dal Varese, i difensori Scodellaro e Bighiani (dal Varese e dal Novara) ed il libero Diolosà dal Borgomanero. A centrocampo ecco Zoppei (Aurora Desio), Mambretti (Legnano) e Tonini (Novara). Per l’attacco: Fiore (Varese) cercherà di “rubare” una maglia a Zanotti e Mosele. Sono rimasti in Valdarno anche il portiere Forina, i difensori Resentini, Bianchi, Giani, Garagiola, Vanetti e Bianchi e i centrocampisti Fontana e Pedone. Tommaso Rossi affianca ancora mister Maestroni mentre il “solbiatese” Ciro Improta funge da preparatore atletico. Solbiatese inserita ancora nel girone B dove troviamo sei nuove avversarie: A.Desio, Bolzano, Lonato, Sacilese, V.Boccaleone e Opitergina. E’ la stagione del lancio in prima squadra di alcuni giovani promettenti solbiatesi “doc”. Il primo a esordire è Davide Buzzi (nipote di Rino ndr), più avanti troveremo anche Carlo Buzzi, Moreno Bertoli, Valeriano Colombo, Fabrizio Mazzonetto, Marco Santoro e Sandro Sottocorno. La stagione neroazzurra non sarà di prim’ordine: si chiude con un deludente 12° posto, appaiata alla Sacilese con solo 31 punti (12 vittorie, 7 pareggi e ben 15 sconfitte. Gol fatti 32, subiti 40. Nessun giocatore risulta sempre presente, il più impiegato è Adriano Mosele (32, 11), seguito con 31 da Zanotti (14 gol), Vanetti (1gol) e Garagiola; con 30 ecco Fontana (1gol); 29 per Realini; 22 Bighiani; 20 Lupone;  19 Diolosà, Tonini e Pedone; 17 Scodellaro e Fiore (1gol); 16 Resentini;  15 Zoppei (2 gol); 13 Mambretti, Sgarbi e Giani (1gol); 5 Forina; 2 presenze per Bianchi, Davide Buzzi , Mentasti (1 gol), Iorio e Zoni infine una sola gara per Viviani, Innocenti e Sottocorno. Convocazione e panchina per Fonna, Menon e Santoro.

1981/82
Si riparte dall’INTERREGIONALE e dopo il congedo di mister Maestroni ecco arrivare in Valdarno Giuseppe Longoni ex terzino di Cagliari e Fiorentina. Parecchi i nuovi arrivi in casa neroazzurra che sostituiscono i tanti partenti: Realini, Giani, Pedone, Zoppei, Lupone, Tonini, Mambretti e soprattutto Zanotti passato al Novara. Al loro posto: Gatto (Varese), Centofante (A.Desio), Bogani (Lecco), il giovane portiere Braglia dal Como, Colombo dall’Inter. I riconfermati sono: Garagiola, Diolosà, Bighiani, Fontana, Mosele, Fiore, Vanetti e Scodellaro. Dalla Berretti è promosso in prima squadra Mentasti e a completare la rosa i giovani Calì ed Elevi, due attaccanti. Il nuovo torneo scatta il 20 settembre ’81. E’ un pianeta con ben 192 società suddivise in 12 gironi da 16 squadre ciascuno e sostituisce la vecchia Serie D. La prima classificata di ogni singolo girone avrà diritto a chiedere l’ammissione alla C2, le ultime tre retrocederanno nel Campionato Regionale di Promozione. La Solbiatese conclude con un prestigioso 2° posto (35 punti come la Romanese) a sei lunghezze dall’Ospitaletto promosso in C2. Finalmente  neroazzurri hanno mostrato carattere e personalità dopo alcune stagioni non certo esaltanti. Grande merito va a mister Longoni che ha saputo “ricostruire” alcuni giocatori importanti (vedi Felice Garagiola ndr). E come non citare cap. Fontana e soprattutto quell’autentico mattatore del reparto avanzato che risponde al nome di Massimo Centofante. Ma il secondo posto è anche merito della perfetta regia di dirigenti come Tino Bonetti, Ferdinando Cassani, Angelo Descrovi, Angelo Ciocchini, Biagio Gallivanone e Giorgio Frattini, scomparso purtroppo poco più che trentenne. Il portiere Braglia (30 presenze come Bighiani (3 gol)  e Fontana, i sempre presenti) è risultato il vero protagonista non solo della Solbiatese ma dell’intero girone. 28 le partite disputate dal trio: Scodellaro, Colombo e Garagiola (6 reti); 26 e 1 gol per Vanetti, 25 e ben 9 gol (cannoniere della formazione) per Centofante, 24 (1 gol) Fiore, 23 con 8 reti per Mosele, 22 Bogani, 20 e 3 gol Calì, 17 Diolosà, 14 Mentasti, 6 Elevi, 4 Gatto e Castiglioni, mentre per Rossi e Marciante una sola presenza. Notizia clamorosa dopo una decina di giorni dalla conclusione del torneo: Solbiatese ripescata in C2? Sembra che alcune società promosse tra i professionisti non dispongano dei requisiti  necessari (strutture, impianti e solidità economica) e quindi si è “liberato” un posto. Verrà premiato il glorioso passato della Solbiatese presente in Serie C negli anni ‘60/70? Bonetti e soci non dormono la notte, ma poi declinano gentilmente l’offerta e si rimane in Interregionale. Saggiamente!  

1982/83
La Solbiatese riparte con decisione alla caccia della C2, dal solito girone “B” e con il riconfermatissimo mister Pino Longoni. Il via vai dei giocatori riguarda il portiere Braglia rientrato alla casa madre Como e subito girato al Legnano, cap. Fontana che ha scelto la Cairatese, il difensore Zoni ceduto al Verbano mentre Elevi rimette la casacca del Novara e Sgarbi quella della Vergiatese. Alla voce arrivi registriamo: i portieri Cappelletti dal Como e Brovelli dal Varese e pure Vanoli –terzino-mediano- giunge dalla formazione del capoluogo. Dalla città del carroccio ecco il lilla Bottoni, centrocampista 18enne; dall’Asso Oggiona il jolly Pozzi e dl Vittoria, formazione siciliana di C2 l’attaccante Prossimo che verrà utilizzato col contagocce. Le conferme riguardano: Bogani, Vanetti, Mentasti, Bighiani, Scodellaro, Fiore, ovviamente Centofante, Mosele, Garagiola, Colombo, Fiore, Calì e Castiglioni. Insomma, una gran bella rosa in grado di ben figurare e dare tante soddisfazione al pres. Bonetti, ai suoi collaboratori e ai tanti supporters dell’intera Valdarno. La Solbia però non riesce a bissare lo splendido 2° posto dell’annata precedente ed è davvero un peccato mortale in quanto nel solo girone di ritorno ha messo in cascina la bellezza di 20 punti (sui 30 disponibili ndr): avessero avuto lo stesso rendimento anche nella prima parte della stagione la Solbiatese si sarebbe aggiudicata la C2 con un punto di vantaggio sulla Brembillese che ha concluso a quota 39. Parlando di numeri vanno segnalati sicuramente i 47 gol realizzati (miglior attacco), 22 dei quali messi a segno dal solo Adriano Mosele, capocannoniere non solo della Solbia  e  del girone ma dell’intero Interregionale. Un solo traguardo è sfuggito ai ragazzi di mister Longoni: 13 vittorie complessive contro le 14 della Brembillese. Questo il consuntivo tecnico di una squadra che ha chiuso al 5° posto a 5 lunghezze dalla capolista ma che sta per perdere tutti i suoi pezzi da novanta richiestissimi sul mercato. Il primo a salutare la Valdarno sarà proprio il tecnico Longoni che accetta la corte serrata dell’Abbiategrasso mentre bomber Mosele vestirà la casacca del Leffe. Il portiere Cappelletti passa al Vigevano mentre per Vanoli e Fiore sono molteplici le richieste da formazioni di C2. Anche Mentasti parte per Pesaro…a militare! Sono 23 i giocatori schierati da Longoni  col solo Fiore (30, 8) sempre presente, segue Cappelletti (29), Scodellaro (28) come Garagiola (4 gol), Antonio Colombo (26, 2) e Centofante (26, 4), Mentasti (25), Mosele (24 e 22 reti, che media!), Vanoli (23, 1), Vanetti (19), Bighiani (18), Bogani (17), Bottoni (15, 3), Giuseppe Colombo (9), Zaro (7, 1), Castiglioni e Pozzi (6), Resentini (5), Calì (4), Prossimo (2), infine Brovelli, Pucciarelli e Zoni (1).    

1983/84
Con questa stagione termina l’avventura neroazzurra di Tino Bonetti: 11° posto, con Ernesto Sommaruga allenatore. Un campionato senza infamia e neppure lode al termine del quale Bonetti passa la mano a Dino Aliprandi.

Luciano Zecchini (ex giocatore di Brescia, Torino, Milan, Sampdoria e Perugia) nell’annata 1993/94 prende il posto di mister Campagna a metà stagione mentre nel 1996/97 il neo presidente Enrico Giudice assume l’ex interista Carlo Muraro ma la sua guida tecnica dura solo per 9 gare. Motivo: il figlio del presidente, Emiliano è poco impiegato dal tecnico padovano e quindi…

A Solbiate iniziano la carriera di General Manager: Lele Oriali e Ottorino Piotti e quella di preparatore dei portieri il grande Ivano Bordon.  Concludiamo con alcuni figli d’arte: Pasquale Sensibile, il papà Aldo militò nella Roma, nel Lecco e nel Brindisi  e  Oscar Damiani jr (il padre girò l’Italia con le maglie di Vicenza, Napoli, Juventus, Genoa, Milan e Lazio giunsero a Solbiate nel 1995/96 mentre Andrea Morini (figlio di Giorgio ex  Varese,  Roma e Milan) arriva nel 1997/98 e il centravanti Castellini figlio di  «giaguaro» Luciano (una vita da portiere nel Torino) nel 1999/2000. Infine due simpatiche  note di…colore: Simon Barjie è il primo giocatore di colore a vestire il neroazzurro (stagione 1996/97) e Marco Dallo 17 anni, fa il suo esordio in C2 (1993/94): lui è solbiatese doc! E qui possiamo terminare il breve riassunto della SOLBIATESE che, tra mille peripezie conclude la sua avventura al termine della stagione 1999/2000 nel campionato di ECCELLENZA. Praticamente da dove eravamo partiti…

>>Parte II (a partire dal 2000/01)


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